
A parte la ben nota deificazione del gatto da parte degli antichi Egizi con il nome di Bastet, dea della gioia e della sessualitā, cui venne addirittura dedicata una cittā, Bubastis, capitale dellEgitto durante la XXII Dinastia, i mici entrano spesso nei miti di molti paesi (tra l'altro, dal nome del figlio di Bastet, Misho, pare derivi il nostro "micio").
Tra i Celti, Il gatto grigio Grimalkin era dotato di poteri magici e compare in molte leggende, associato alle streghe. La nordica Freya, dea dell'amore e della bellezza, si spostava su un carro trainato da due grandi gatti grigi e viene spesso raffigurata assieme a mici che le si strusciano addosso. Para č il nome di uno spirito finnico, protettore della casa, che appariva sotto forma di gatto e che era considerato una specie di Robin Hood. Rubava ai ricchi per dare ai bisognosi!
In Malesia, il gatto veniva adorato come una figura divina che accompagnava i defunti nel loro viaggio dall'inferno al paradiso. Chi avesse ucciso un gatto doveva tagliare ed accatastare tanti tronchi di cocco quanti i peli del micio( in Egitto, invece, chi faceva male ad un gatto veniva addirittura condannato a morte). Anche i re del Siam ritenevano che il gatto fosse il tramite con l'oltretomba e che il loro spirito continuasse a sopravvivere nel corpo dell'animale prima di assurgere al cielo.
Per i Giapponesi, č l'animale del tuono, Raiju. Un demone che, durante i temporali, in preda all'agitazione, salta da ramo in ramo. Quando un albero viene colpito dal fulmine, dicono che sono state le unghie di Raiju a graffiarlo. In Australia, gli aborigeni venerano Tjilpa: un gatto in un'antica forma totemica.
Questi sono solo alcuni dei miti presenti in molte culture. L'aspetto comune č che in ognuna di queste il gatto č sempre considerato il tramite con gli dei od un dio lui stesso.
Gilberto Sozzani